L'estrema destra cresce con l'indifferenza

Provo a buttar giù maldestramente qualche appunto nel tentativo di esprimere il mio punto di vista e in primo luogo come cittadino per esternare alcune considerazioni su Casa Pound, dopo aver letto sui vari giornali nazionali e locali notizie riguardanti l’atteggiamento e la posizione assunta da esponenti di questa associazione, non ultima quella avvenuta ai primi di ottobre a Chivasso.

Premetto che l’informazione è dovuta, e va ringraziato chi si impegna in questo senso. Tuttavia registro troppa visibilità regalata ai movimenti di estrema destra non solo dalle trasmissioni televisive, ma anche dai giornali che pubblicano le loro lettere e i loro comunicati volti a smentire, prendere le distanze, negare l’evidenza. Cosa dire poi di certi esponenti del mondo dell’informazione, ma non solo loro, che in questi anni hanno sdoganato, formazioni neofasciste come Casa Pound i cui militanti da tempo vengono presentati come ingenui ragagazzotti non vedendo l’altro volto della medaglia.

Non è certo una novità: buon numero di intellettuali si sono prestati, tronfi della loro presunta superiorità intellettuale e nascondendosi dietro il paravento del “confronto tra idee”.
Casa Pound, cosi sdoganata, ottiene sempre maggiori spazi sociali, autorizzazioni e disponibilità; a nulla sembrano servire le normative che ne impedirebbero le rappresentazioni.
Infatti sono noti per la loro intolleranza e le pratiche di squadrismo ma camuffano le loro reali spoglie dietro campagne populiste e demagogiche. Questi nostalgici si presentano presso l’opinione pubblica cittadina come gruppo di giovani volontari della politica, fanno le ronde contro il degrado, sostituendosi arbitrariamente alle forze dell’ordine e alle istituzioni e nascondendo in realtà la loro vera essenza che, a livello nazionale, conta su legami con associazioni neonaziste, o con politici e imprenditori implicati anche nell’inchiesta “mafia capitale”, tra cui Carminati. Tutto nell’indifferenza generale.

Non posso non ricordare il recente episodio dell’aggressione squadrista a Bari ai danni di una europarlamentare e di altri compagni. Non è certo un episodio isolato, non è la prima volta che gruppi di attivisti di Casa Pound aggrediscono per poi giustificarsi dicendo di essere loro le vittime, e questo dovrebbe rappresentare una opportunità per una seria riflessione e richiamare le istituzioni e la cittadinanza al loro ruolo di difensori del valore antifascista della Costituzione.

Ma quando questo ruolo viene meno per la latitanza della politica e delle istituzioni, il loro agire sul territorio è più evidente, e poi, non dobbiamo dimenticare che la parola antifascismo è sparita dallo statuto del maggiore partito della sinistra. Pensavano forse che l’antifascismo fosse solo opporsi a un regime sconfitto 73 anni fa. Ma oggi il razzismo, la xenofobia, il sessismo non è forse fascismo? Cosa dire poi dei partiti di governo che da oltre 25 anni hanno sostenuto e sostengono la necessità di rafforzare l’esecutivo e dare più potere a chi comanda? Così abbiamo indebolito quei valori che sono propri della storia repubblicana del nostro Paese, permettendo agli slogan di destra e ai giovani fascisti del terzo millennio di circolare indisturbati.
E’ troppo chiedere che il Prefetto, il Questore, i Sindaci, ognuno nelle proprie competenze e responsabilità, si adoperino, ai sensi della Costituzione e delle leggi vigenti, per non autorizzare le manifestazioni di quei gruppi che, di fatto, si richiamano eredi del fascismo? Non è in gioco la libertà d’opinione, che proprio la vittoria sul fascismo ha garantito, ma il rispetto della “Costituzione Italiana.

Infine trovo grave anche il fatto che gli slogan d’intolleranza e i discorsi xenofobi siano stati fatti propri dal principale partito della destra che egemonizza il governo e il dibattito pubblico, rendendo ancor più intraprendenti le scorrerie di questi movimenti.

07/10/2018

EXODOS
Rotte migratorie, storie
di persone, arrivi, inclusione

Palazzo Einaudi di Chivasso
Area espositiva “D. Cosola” 11 / 28 gennaio 2018

un pungolo alle
nostre coscienze

E' stata apprezzata la scelta politica della Regione Piemonte che, con la mostra itinerante Exodos, Rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione, ha dato un chiaro segnale da quale parte stare.
Con questa mostra è stato centrato l’obiettivo di fornire un punto di vista sulla crisi dei migranti, valorizzando quanto è stato costruito in questi anni nei territori del Piemonte, Chivasso compreso, sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione.
La mostra itinerante, ha fatto tappa anche a Chivasso, organizzata dalla sezione Anpi "B. Bradac" con il contributo della Regione piemonte e del Comune, riscuotendo un buon successo di pubblico ed ha rappresentato un'occasione importante di dibattito e di presa di coscienza della realtà. Le immagini supportate anche dai video-documentari hanno messo in evidenza i limiti delle politiche sulle migrazioni da parte dell’Europa e del nostro Paese

no more walls
(non più muri)

Mostra a cura della sezione ANPI di Chivasso. Le foto sono di Ruggero Da Ros docente di un Liceo del Friuli, il quale, durante un viaggio in Israele, si è scontrato con la drammatica realtà del muro di separazione con la Palestina.
Un muro diverso dagli altri muri, questo rinchiude milioni di persone in un'immensa prigione a cielo aperto, alto fino a 9 metri e lungo 750 km, non corre lungo la linea di confine, ma penetra profondamente in Cisgiordania frantumandola in isole di terra chiuse tra loro. La mostra composta da 21 pannelli 70x100, è a disposizione per chi ne fa richiesta.

presentazione 1
presentazione 2
pannelli e foto
eventi

 

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