Spettacolo di Mohamed Ba "INVISIBILI" c/o Teatro Carletti Chivasso


FASCISMO e ANTIFASCISMO
non si possono equiparare

Il caso dell’insegnante di Torino che urla ai poliziotti quelle frasi è grave, per poi scusarsi per averle dette in un momento d’ira, va inserito in un contesto in cui ci si lascia andare agli eccessi prestando il fianco a chi vuol percorrere un crinale in cui si vuole equiparare i nuovi fascisti con gli antifascisti.
I vari episodi di chi mostra i muscoli, anche verbali, vanno comunque condannati.
Per altri episodi non ci fu una alzata di scudi come ora, forse perchè non eravamo in campagna elettorale, ricordo l’insegnante di Rivarossa che a luglio si vantava sui social network di essere fascista per poi scusarsi asserendo che la sua era una ricerca sociologica, così come il professore di Carrara che ad agosto si fece fotografare in vetta al monte Sagro, dove si trova il sacrario che ricorda l’eccidio di Vinca (dove i furono uccise dai nazifascisti 173 civili, donne e bambini tra il 24 e il 27 agosto del 1944) mentre sostituisce la bandiera italiana con il vessillo della Repubblica Sociale di Salò e se vogliamo continuare, come la professoressa di Venezia che incitava all’odio contro i migranti e inneggiava al Duce su Facebook.
Ogni episodio di violenza va condannato ma questa insegnante che ha sbagliato, e subirà le conseguenze del suo gesto, non mi sembra abbia le sembianze di una terrorista ne di una corruttrice ne tantomeno di chi giura sul vangelo contro l’islamizzazione.
In questo brutto clima, vorrei aggiungere, non comprendo come Forza Nuova e CasaPound, che si mascherano dietro parole nuove, di persone che prendono le distanze dal gesto ma comprendono le ragioni della tentata strage a Macerata, per fare un esempio, e che quindi si trovano a proprio agio nell’assoluzione dal fascismo, sia stato possibile essere in lizza in queste elezioni, in una società democratica in cui non dovrebbero avere spazio.

EXODOS
un pungolo alle nostre coscienze

La sezione ANPI di Chivasso che mi onoro di rappresentare, ha apprezzato la scelta politica della Regione Piemonte che, con la mostra itinerante Exodos - Rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione, ha dato un chiaro segnale da quale parte stare.
Con questa mostra è stato centrato l’obiettivo di fornire un punto di vista sulla crisi dei migranti, valorizzando quanto è stato costruito in questi anni nei territori del Piemonte, Chivasso compreso, sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione.
La mostra, allestita presso l’area espositiva “D. Cosola” a Palazzo Einaudi di Chivasso dall’11 al 28 gennaio 2018, grazie al contributo della Regione piemonte e del Comune di Chivasso, ha riscosso un buon successo di pubblico, ha rappresentato un'occasione importante di dibattito e di presa di coscienza della realtà e le immagini supportate anche dai video-documentari hanno messo in evidenza i limiti delle politiche sulle migrazioni da parte dell’Europa e del nostro Paese.
Siamo andati nelle scuole, abbiamo incontrato studenti, cittadini e giovani rifugiati in visita alla mostra, abbiamo colto la loro attenzione, suscitato interesse ed indignazione

no more walls
(non più muri)

Mostra a cura della sezione ANPI di Chivasso. Le foto sono di Ruggero Da Ros docente di un Liceo del Friuli, il quale, durante un viaggio in Israele, si è scontrato con la drammatica realtà del muro di separazione con la Palestina.
Un muro diverso dagli altri muri, questo rinchiude milioni di persone in un'immensa prigione a cielo aperto, alto fino a 9 metri e lungo 750 km, non corre lungo la linea di confine, ma penetra profondamente in Cisgiordania frantumandola in isole di terra chiuse tra loro. La mostra composta da 21 pannelli 70x100, è a disposizione per chi ne fa richiesta.

 

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