UNA MAGLIETTA ROSSA
COME IL COLORE DELLE MAGLIETTE
DEI BIMBI MIGRANTI
CHE LE LORO MAMME SCELGONO
PER RENDERLI VISIBILI IN MARE.

E' con piacere, che aderisco all'iniziativa/appello di Don Ciotti e dei presidenti nazionali di Libera, ANPI, ARCI e Legambiente dal titolo: Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità.
Si tratta di una iniziativa con cui si chiede di indossare il giorno 7 luglio una maglietta rossa, non solo in memoria dei bambini recentemente morti in mare ma per lanciare un messaggio forte e corale: restiamo umani.
Abbandonare l’accoglienza e la solidarietà al loro destino è un atto, oltreché indegno, pericoloso perché lesivo della convivenza civile.
E’ importante “prendere per mano questo appello” sostenerlo con iniziative anche piccole, ma simboliche, in tutta Italia. i chiedono di esserci, con passione, dedizione ed orgoglio antifascista.
Rosso è il colore che ci invita a sostare e a fermarci, a riflettere.
È il colore dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo.
Di rosso era vestito il piccolo Alan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo.
Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche.
Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.

EXODOS
Rotte migratorie, storie
di persone, arrivi, inclusione

Palazzo Einaudi di Chivasso
Area espositiva “D. Cosola”
11 / 28 gennaio 2018

un pungolo alle
nostre coscienze

E' stata apprezzata la scelta politica della Regione Piemonte che, con la mostra itinerante Exodos, Rotte migratorie, storie di persone, arrivi, inclusione, ha dato un chiaro segnale da quale parte stare.
Con questa mostra è stato centrato l’obiettivo di fornire un punto di vista sulla crisi dei migranti, valorizzando quanto è stato costruito in questi anni nei territori del Piemonte, Chivasso compreso, sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione.
La mostra, allestita dalla sezione Anpi "B. Bradac" grazie al contributo della Regione piemonte e del Comune di Chivasso, ha riscosso un buon successo di pubblico, ha rappresentato un'occasione importante di dibattito e di presa di coscienza della realtà e le immagini supportate anche dai video-documentari hanno messo in evidenza i limiti delle politiche sulle migrazioni da parte dell’Europa e del nostro Paese.

 

 

 

no more walls
(non più muri)

Mostra a cura della sezione ANPI di Chivasso. Le foto sono di Ruggero Da Ros docente di un Liceo del Friuli, il quale, durante un viaggio in Israele, si è scontrato con la drammatica realtà del muro di separazione con la Palestina.
Un muro diverso dagli altri muri, questo rinchiude milioni di persone in un'immensa prigione a cielo aperto, alto fino a 9 metri e lungo 750 km, non corre lungo la linea di confine, ma penetra profondamente in Cisgiordania frantumandola in isole di terra chiuse tra loro. La mostra composta da 21 pannelli 70x100, è a disposizione per chi ne fa richiesta.

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