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Ho
iniziato da giovanissimo l'esperienza sociale e politica nelle
ACLI
di Chivasso e Torino.
In fabbrica ho maturato un'esperienza nel sindacato unitario
metalmeccanici (FLM) come delegato e dal 1978 mi occupo delle
problematiche legate alla casa. La militanza nelle Acli chivassesi
mi ha visto sempre impegnato in numerose battaglie civili
e ambientali.
Sono stato Consigliere Comunale di Chivasso . Dal 1985 al
1990 eletto nelle liste del PCI come indipendente e dal 1993
al 1997, eletto nelle file del PDS.
Dopo la pausa di una legislatura, ho accettato la candidatura
a sindaco di Chivasso nel 2002, appoggiato da tutti i partiti
della coalizione di centrosinistra, individuando in questo
arduo compito di grande responsabilità, un'evoluzione
coerente e propositiva di un percorso politico e civile, maturato
in particolare nell'ambito dell'associazionismo. Pur ottenendo
un buon risultato personale, non ce l'abbiamo fatta contro
la coalizione di centro destra che ricandidava il sindaco
uscente del centro destra. Sono stato capo gruppo consiliare
dei Democratici di Sinistra, sino il 18 giugno 2004.
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C
A S A: un diritto acquisito? |
(segue)Tuttavia, in questa situazione fortemente precaria,
la casa in proprietà non è la soluzione al
problema del disagio abitativo. Infatti, la possibilità
di acquistare una casa costituisce un difficile punto di
arrivo per cui vivere in casa d’affitto rimane l’unica
soluzione, anche in presenza di affitti troppo cari e la
non sufficiente disponibilità di case popolari rispetto
alla richiesta.
Il diritto alla casa è un diritto fondamentale, affermato
dalla «Carta Universale dei diritti dell'uomo».
Senza casa, per una persona, per una famiglia, l'insicurezza
è totale viene meno l'esercizio e l'accesso agli
altri diritti. La
questione abitativa interessa milioni di famiglie e rappresenta
un reale problema per molte di queste, a Chivasso come a
Torino e specialmente nei centri urbani più popolati.
La politica della casa ha sempre
trovato difficoltà a rispondere alle esigenze, vecchie
e nuove, anche in considerazione dei cambiamenti economici
e sociali, quali la necessità di mobilità
delle persone e quelli legati all'immigrazione che richiedono
soluzioni concrete. Il fenomeno della nuova "povertà"
che avanza, è diventato causa predominante delle
sentenze di sfratto per morosità emesse negli ultimi
anni. I dati Istat parlano di circa due milioni di famiglie
con reddito lordo inferiore a 15 mila € l'anno con
un' incidenza del canone superiore al 30% sul reddito netto.
Con la Legge 341/98 è venuto meno la garanzia del
diritto alla casa alle fasce di cittadini meno abbienti.
Ed hanno delegato al «mercato libero» il soddisfacimento
di questo fondamentale diritto.
L'Italia è carente sotto l'aspetto dell'offerta pubblica
di alloggi di edilizia popolare, infatti a fronte di circa
800.000 alloggi di edilizia popolare presenti sul nostro
territorio nazionale, sono oltre 2 milioni le famiglie sotto
la soglia della povertà. In Europa, l'offerta è
nettamente superiore di quella in Italia, così pure,
sono nettamente superiori le risorse finanziarie a sostegno
delle politiche sociali legate all'abitazione... il «costo
dell'affitto» ha subìto e continua a subire
una costante crescita, a fronte di redditi da lavoro o pensionistici
più o meno stabili per di più intaccati da
una forte spinta inflazionistica. Un mix che sta portando
migliaia di famiglie sotto la soglia di povertà e
che colpisce in maniera particolare i lavoratori precari
e in mobilità. Sono in crescita gli sfratti per morosità,
un indice significativo di una situazione che va degradando.
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Un'ala
di riserva di Don Tonino Bello |
Voglio
ringraziarti, Signore, per il dono della vita.
Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un'ala
soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte nei momenti di confidenza oso pensare, Signore, che
anche Tu abbia un'ala soltanto, l'altra la tieni nascosta...
forse per farmi capire che Tu non vuoi volare senza me.
Per questo mi hai dato la vita, perché io fossi tuo
compagno di volo.
Insegnami allora a librarmi con Te perché vivere non
è trascinare la vita, non è strapparla, non
è rosicchiarla: vivere è abbandonarsi come un
gabbiano all'ebbrezza del vento; vivere è assaporare
l'avventura della libertà, vivere è stendere
l'ala, l'unica ala con la fiducia di chi sa di avere nel volo
un partner grande come Te.
Ma non basta saper volare con Te, Signore: Tu mi hai dato
il compito di abbracciare anche il fratello, e aiutarlo a
volare. Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali
che non ho aiutato a distendersi: non farmi più passare
indifferente davanti al fratello che è rimasto con
l'ala, l'unica ala, inesorabilmente impigliata nella rete
della miseria e della solitudine e si è ormai persuaso
di non essere più degno di volare con Te: soprattutto
per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un'ala di
riserva.
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